Aurelio Paradiso


IL CENTRO SOCIALE GIOVANILE DI LATINA (1961-1967)

Quando il Centro Sociale Giovanile della Cassa per il Mezzogiorno iniziò le sue attività, da qualche anno aveva cessato il suo breve
iter (1955-1958) il Centro di Latina del Movimento Comunità che da Terracina si era irradiato nel capoluogo e a Bassiano.
Definito dagli operatori la prima “isola comunitaria” della provincia, detto Centro promuoveva inchieste, incontri-dibattito, promozione dell’associazionismo e organizzava primi nuclei di biblioteca.
Per quanto possibile nel 1961 venne recuperata parte di quella esperienza.
Contemporaneamente il nuovo Centro Sociale Giovanile favorì il nascere di nuove associazioni ottenendo validi interlocutori e collaboratori.
Altro impegno venne profuso nella sistematica ricerca sociale quale premessa indispensabile agli interventi nel territorio provinciale.
Le metodologie professionali (servizio sociale di gruppo, educazione degli adulti, studio dell’ambiente) furono impiegate nel quadro delineato dal Programma Sperimentale di Attività Sociali (ASEM) della Cassa per il Mezzogiorno il cui obiettivo principale era quello di sperimentare le moderne tecniche sociali, per sollecitare e promuovere la partecipazione attiva della popolazione alla trasformazione dell’ambiente.
Il seguente pieghevole del 1964 delinea già il profilo del successivo Centro di Servizi Culturali di Latina con alcuni servizi-base quali la biblioteca e l’emeroteca, strettamente correlati alle attività, e la dinamica presenza delle associazioni culturali impegnate anche nell’estensione del loro intervento in altri comuni, con un’impronta di volontariato e di solidarietà in campo socio-culturale senza precedenti nella giovane provincia pontina.

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